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Il metodo di lavoro

 

“Meticolosamente addestrato l’uomo può diventare il miglior amico del cane.”
Corey Ford

La Scuola di Educazione Cinofila Dog Impact  nasce dalla passione smisurata che Alessandro Moscati ha sempre nutrito nei confronti dei cani, passione che, non senza grosse difficoltà, anni di studi ma soprattutto esperienza sul campo, ha trasformato in un lavoro che prosegue oramai da 12 anni e che nel 2011 ha dato vita a questo progetto.

L’esigenza di costituire un proprio centro di cultura cinofila nasce dalla constatazione che la struttura familiare attuale è profondamente mutata e con essa i ruoli assunti dai membri al suo interno, cani compresi, generando non poche difficoltà di convivenza e gestione. Assodato che oggi l’impatto che i cani hanno nella vita delle persone è prorompente e globale,  il nostro lavoro consiste nell’aiutare cani e proprietari a comprendersi meglio ed a risolvere problemi comportamentali di qualsiasi genere, migliorando sensibilmente la qualità di vita di entrambi.

L’etica del centro prevede che i metodi utilizzati si basino sempre sul profondo rispetto del cane, in un ottica sistemico-relazionale, considerando costantemente l’unicità, il carattere e le attitudini del nostro amico a 4 zampe.  L’approccio sistemico-relazionale parte dal presupposto che  le relazioni interspecifiche (uomo-cane) abbiano una grande influenza sullo stato di benessere o malessere sperimentato dal nostro amico a 4zampe. Modalità comunicative poco funzionali in “famiglia” e nei principali contesti sociali di riferimento, possono contribuire ad alimentare uno stato di disagio che può sfociare in comportamenti problematici.

Ogni contesto di riferimento può essere considerato un “Sistema”,ovvero un insieme di individualità interagenti tra loro e unite da legami affettivi che funzionano in virtù della loro interdipendenza, dovuta in particolar modo alle “relazioni” tra le parti e, in virtù di queste relazioni, il malessere che investe il cane non viene collegato alla presenza di “qualcosa di sbagliato” dentro di lui, ma fuori di esso: ovvero il persistere di scambi comunicativi poco efficaci all’interno del rapporto, sul quale ognuno ha delle “responsabilità”.

Secondo questo approccio, il cane è in grado di influire sul contesto, come il contesto influisce sul cane: quindi il cane che manifesterà comportamenti problematici è in qualche modo espressione/influenza/frutto di un contesto familiare e relazionale disfunzionale.

A volte, la ripetitività di comportamenti che, nonostante abbiano portato ad insuccessi, restano immutati, può generare una grande sofferenza non solo nel cane che li agisce, ma anche nel contesto familiare in cui si manifesta che, a sua volta, potrebbe rispondere con altrettanti comportamenti inefficaci e ripetitivi, dando vita ad un circolo vizioso di tentativi comunicativi poco risolutivi e scarsamente gratificanti.

L’approccio della nostra scuola punta alla comprensione  di queste dinamiche interspecifiche, all’elaborazione dei significati sottostanti che si articolano intorno alle problematiche dei ruoli, delle alleanze, e della qualità della comunicazione e attraverso l’utilizzo di compiti da attuare sia nelle lezioni al campo che a casa cercheremo di rendere il binomio cane-proprietario funzionale.